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Quoziente intellettivo in calo?

Quoziente intellettivo in calo?


Quoziente intellettivo in calo?

Per chi si occupa di Risorse Umane (ma non solo) è importante confrontarsi con ricerche e sviluppi in ambiti trasversali allo sviluppo delle persone.

Tra questi lo sviluppo del quoziente intellettivo, l’intelligenza.

Fino al 2009 l’indice è aumentato grazie all’ambiente sociale che valorizzava la stimolazione intellettuale e il progresso della scienza e dell’educazione.

Nel 2016 Richard Flynn e colleghi – grazie ad uno studio avviato – dimostrarono un calo dei valori. Calo che procede anche oggi tant’è vero che si parla di analfabetismo funzionale.

Quali le cause? Probabilmente l’impatto delle nuove tecnologie e la digitalizzazione in generale hanno avuto il loro impatto, soprattutto sulla popolazione dei giovani. L’influenza è da osservarsi sulle competenze cognitive, emotive e relazionali.

Fondamentale per il nostro sviluppo è favorire le migliori condizioni per l’apprendimento – processo che si fonda sui meccanismi della memoria – basato su pensiero critico ed esperienza diretta. Se questo è vero bisogna allora fare i conti con il fatto che questi processi sono deputati – oggi e sempre più – alle Intelligenze Artificiali delegando l’essere umano a usufruire di rapide e frammentate informazioni.

Con il rischio, inoltre, di sviluppare dipendenza, assuefazione e “pigrizia cognitiva”.

Se la digitalizzazione e la formazione al digitale sono in atto e fondamentali, a che posto è la formazione cognitiva degli esseri umani?

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Sefora Rosa

Hr & Account Manager

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