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Innovazione e Formazione al servizio del cambiamento

Innovazione e Formazione al servizio del cambiamento


Innovazione e Formazione al servizio del cambiamento

Sappiamo (o dovremmo sapere) quanto la formazione e l’istruzione più in generale siano benzina per il fuoco dell’innovazione e della creazione. Grazie ai loro processi è possibile trasformare il potenziale di persone, organizzazioni ed intere economie.

Innovazione è anche la ricerca di nuove forme di lavoro, di nuove modalità di cooperazione, di flessibilità e mindset orientati al pensiero sociale (con aderenza alle previsioni di sviluppi futuri).

Attualmente si parla molto di questi aspetti in ambito organizzativo, o per lo più in ambito formativo specialistico post-universitario. Si rischia – così – di andare ad affrontare questi temi con chi ha già delle abitudini, convinzioni e convenzioni professionali radicate. Bisogna quindi lavorare “il doppio”, far comprendere che il “proprio pensiero o modus operandi non è il solo e unico” e poi formare al nuovo mindset.

Assolutamente fattibile e auspicabile. Con tempi di realizzazione e riuscita variabili.

Immaginiamo che queste tematiche siano, invece, “masticate” dagli individui già dai percorsi scolastico-universitario (innovazione didattica). Che beneficio ne potremmo ottenere? Sicuramento uno: la promozione dell’innovazione e creatività sociale, nonché la determinazione di nuove forme di cooperazione e collaborazione (che sono poi le competenze trasversali che fanno e faranno la differenza nel mondo del lavoro per il futuro).

In tal direzione iniziano ad andare i nostri sistemi educativi e formativi. In un recente articolo pubblicato da Forbes – ad esempio – si è appresa la notizia dell’introduzione in alcune prestigiose università della specializzazione in “smart mobility” (Bocconi).  Gli allievi sono spronati a pensare in modo innovativo, agile e sostenibile la futura mobilità possibile.

O anche l’apertura di un nuovo corso di laurea magistrale i “Mobility engineering” (Politecnico di Milano), al fine di “formare ingegneri orientati non sul singolo veicolo, ma aperti alla progettazione di complessi sistemi intermodali”.

Moblity Innovation and management per la Cà Foscari di Venezia, corso di “Psicologia del traffico” alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano e altre ancora.

A testimoniare che da un periodo di forte ed improvviso cambiamento, può nascere una grande opportunità di sviluppo e crescita.

Per leggere l’intero articolo clicca qui.

Anche per la scuola primaria sembra iniziare un periodo di cambiamento. Almeno nelle intenzioni e parole. Di poco tempo fa la notizia legata alla volontà del governo di creare un percorso di studi sull’innovazione (scienza dell’innovazione tecnologica), al fine di sviluppare le competenze digitali, trasversali e i “talenti”.

Sono piccoli passi da iniziare a fare, ma un successo che se ne parli.

Osserviamone gli sviluppi e nel frattempo continua la nostra personale attività di sensibilizzazione, divulgazione e formazione sul tema.


Sefora Rosa

Hr & Account Manager

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