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Generazioni a lavoro

Generazioni a lavoro


Generazioni a lavoro

Quando parliamo di “tempi che sono cambiati” facciamo riferimento alla velocità di cambiamento che caratterizza questa era della digitalizzazione. Connessione, iper-connesione, globalizzazione, sostenibilità, tecnologia, ricerca, innovazione, specializzazione e knowledge intensive program alcune tra le parole chiave.

In ambito business, accanto alle variabili di mercato a stampo economico-finanziario, centrale il tema delle persone, i “talenti” che danno origine al brain power (guerra dei talenti). La vittoria dipenderà dalle strategie di People Attraction & Management, nonché di Comunicazione e Branding che le società e aziende sceglieranno di implementare.

C’è un altro importante fattore da non sottovalutare.
L’aspettativa di vita media si è allungata e con essa sono andate a modificarsi anche le politiche in materia di lavoro e previdenza. Il dato di fatto interessante è che si assiste oggi alla compresenza – nel mercato – di diverse generazioni a confronto.
A volte molto distanti tra loro. L’arco temporale può raggiungere o addirittura superare i 30 – 40 anni.

Importante sottolineare che l’approccio generazionale rivolge l’attenzione all’elemento “stesso periodo storico, stessi eventi sociali, economici e politici vissuti” e non solo sul dato puramente “anagrafico, cronologico”.

La riduzione del gap generazionale è – e dovrebbe essere – una priorità del management quando si parla di integrazione, innovazione e sviluppo di business.

Le generazioni di interesse sono:

  • Veterani: nati tra il 1925 e il 1945. Molto vicini alla pensione. Cresciti in periodo di guerre, hanno un elevato senso del dovere e tendono ad essere fedeli alla stessa azienda. Poca familiarità con la tecnologia e con contesti informali e “smart”.
  • Baby Boomers: nati tra il 1946 e il 1964. In pieno periodo di boom economico post guerra. Rivoluzioni culturali e sociali. Emancipazione culturale e lavoro sono gli elementi chiave; carriera e ambizione.
  • Xers (o generazione X): nati tra il 1965 e il 1980. Formazione, cultura, work-life balance, incertezza, i tratti principali di questa generazione. Prima familiarizzazione con la tecnologia.
  • Millennials (o generazione Y o net generation): nati tra il 1981 e il 1994. Diversità, integrazione, multiculturalità – frutto della forte diffusione di Internet – sono le parole chiave. Apertura mentale, socializzazione, collaborazione i tratti principali. Inizia ad emergere una prima attenzione ai temi della sostenibilità.
  • Zers (o generazione Z): XXI secolo, nati dopo il 1995. Sono i nativi digitali, i nati con la tecnologia. Comunicano attraverso di essa (tablet, smartphone, etc..) con linguaggio semplificato ed abbreviato. Aggiornamento, conoscenza, informazione sono le parole chiave. C’è un “contro” da tenere a mente e gestire: l’attenzione! La soglia di attenzione è scesa a circa 8 secondi.

A partire da queste considerazioni e osservazioni dovranno essere definiti i piani strategici di selezione, comunicazione, engagement, formazione, sviluppo, job design, sistemi di total reword e change management per Aziende e persone. Nonché le iniziative di Inclusion & Diversity, in termini di age management.


Sefora Rosa

Hr & Account Manager

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