Chiamaci: +39 06 5654 6987 | Scrivici +39 340 492 7983

Queste “diverse” festività

Queste “diverse” festività


Queste “diverse” festività

Questo Natale – e le festività più in generale – sarà insolito per noi quest’anno.

Ricordate le corse affannate alla ricerca dei regali. I permessi di lavoro da chiedere, le tanto bramate ferie da concordare e prendere? Ahhhhh, finalmente si stacca!!!
La dura negoziazione sul “e dove facciamo vigilia? Quest’anno tocca dai miei.” E poi il “pranzo di Natale? Se ieri eravamo dai tuoi, oggi dai miei”. 

“A casa mia, a casa tua…Sai che ti dico, andiamo proprio a mangiare rilassati al ristorante per una volta!”

E poi ancora…

I regali da scartare.

Il concerto di Natale di figli, nipoti, cugini a cui andare. 

Il Capodanno da festeggiare.

I parenti, gli amici da abbracciare.

I mercatini da visitare.

Viaggi da organizzare.

Quest’anno un grande imprevisto ci ha colti alla sprovvista. Tutti gli “impegni” legati alle festività, seppur apparentemente un peso, in realtà rappresentano un importante appuntamento. In fondo tutto quel “da fare” – per i più – è gioia, amore, tradizione, credenza religiosa, famiglia. Un rituale consolidato che scandisce il nostro tempo di vita fisico ed emotivo.

Ed ora invece? Ci sentiamo, oggi, inquieti, agitati, capricciosi, confusi, preoccupati, arrabbiati. Sentiamo i nostri spazi invasi, cancellati, messi in pericolo.

Siamo stressati, in modo diverso, ma stressati.
Sentiamo parlare di pandemic fatigue – stress da pandemia –condizione psico-fisica dichiarata dall’Organizzazione mondiale della Sanità come una vera e propria sindrome comportamentale che si manifesta con stress emotivo, stanchezza e paura. Condizione che ci fa pensare che tutto è inutile, che la libertà personale è messa a rischio, che le relazioni con le persone sono annullate. 

Pensiamo, pensiamo, pensiamo. Vagabondiamo con la mente (mind wandering). Siamo come un fiume in piena, ma la sensazione è di non sapere cosa fare. Il nostro “pilota automatico delle feste” è stato disattivato. Non per nostra volontà. Siamo qui, ma non ben presenti alla situazione.

Quasi quasi non sappiamo se “è opportuno o no addobbare la casa”. Inizia il rimuginio e prepariamo un caldo e stretto letto per i nostri pensieri catastrofici e lontani dalla realtà e dalle soluzioni. Inoltre, ci sentiamo quasi in colpa a pensare “ai festeggiamenti”.

Fermati.

Cerca un luogo calmo ed accogliente in te, in cui fare silenzio, ascoltare e “normalizzare” la situazione.

Tutto è diverso e sarà diverso. Non per questo, però, brutto!
Chi o cosa rende belle/brutte le situazioni?
Tu, io, noi. Ognuno di noi.

Se riempiamo mente e cuore con pensieri che “fanno inutile rumore” non riusciamo ad avere modo di guardare alle cose in modo diverso. E di apprezzare questa diversità per aprirci ad una visione più realistica, consapevole e chiara della realtà. Questa è l’idea di accettazione del cambiamento delle situazioni, delle circostanze, della vita, di noi stessi. Non è possibile controllare tutto, e allora non preoccupiamoci di tutto. 

Provare dolore, avere paura, rabbia, sentirsi persi, è inevitabile. Imparare a gestire la sofferenza è auspicabile – nonché possibile.

Oggi, più che mai, ci meritiamo un Natale – e delle festività in generale – serene, il più possibile simili a quelle di sempre, in cui le emozioni e i sentimenti di pace, amore e intimità hanno un ruolo centrale e determinante. 

Addobbiamo casa, scriviamo a Babbo Natale (che porterà i regali in sicurezza norme Covid-19), prepariamo il calendario dell’avvento, prepariamo i nostri biglietti di auguri e regali per amici, parenti e colleghi (semmai dalle “forme” diverse e più sostenibili). 

Accendiamo la creatività, nel rispetto della situazione si, e nel rispetto di noi stessi e di chi è con noi.
E’ l’occasione per costruire una nuova memoria, nuovi ricordi e non farci portare via i nostri ricordi, i simboli della nostra cultura, la magia della speranza e della “nascita”. E’ occasione anche per meditare e riflettere sul significato che ha per noi il Natale. 

  • Come voglio stare con le persone che amo?
  • Come voglio stare con il lavoro e colleghi in questo periodo?
  • Come voglio stare con me stesso/a?
  • Quale qualità voglio coltivare, sperimentare?
  • Come voglio prendermi cura di me e di chi mi è accanto? 

E’ occasione per ascoltare e ascoltarsi di più, per rinunciare alla tentazione di cercare un colpevole con cui prendersela per le “feste rovinate”. Perché in questo caso le feste ce le stiamo rovinando da soli. 

E non vogliamo auto-sabotarci.

Allora…BUONE FESTE a tutti!


Sefora Rosa

Hr & Account Manager

"Tutto è diverso e sarà diverso. Non per questo, però, brutto!"

Potrebbe interessarti...

Tristezza da vivere

Place & People Srl

Viale Algeria, 97 • Roma • 00144 • Italy

P.Iva 14564591007

Iscrizione all’Albo Informatico delle Agenzie
per il Lavoro con codice H501S077086

Privacy Policy