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Digital Mindset & Gamification: una soluzione divertente per tutti

Digital Mindset & Gamification: una soluzione divertente per tutti


Ecco come la gamification può rappresentare una valida alternativa nel percorso di sviluppo del digital mindset.

L’onda d’urto della digital transformation ha cambiato la vita di ognuno di noi, in senso positivo e negativo. Da un lato velocità e automazione hanno sicuramente contribuito a migliorare ogni aspetto della nostra quotidianità: smartphone, tablet, e-mail, connessioni 4G, 5G e tramite fibra ottica hanno reso ogni processo immediato ed efficace. Ora, attraverso il semplice suono della nostra voce è possibile svolgere operazioni banali ma di cui non possiamo fare a meno, come scrivere messaggi di testo, effettuare ricerche su Google o addirittura avviare una specifica playlist musicale controllandone l’intensità del volume.

Ed è proprio l’eccessiva celerità con cui si è arrivati a tutto questo, iniziando con l’inviare un semplice messaggio vocale fino a riuscire al controllo le funzioni di una casa, a dimostrare come sia necessario aggiornarsi, documentarsi e non far in modo di stupirsi quando l’auto compie una manovra di parcheggio in modo automatico.

Per molti la risposta a tale esigenza è stata “sviluppare il digital mindset”, ovvero la predisposizione ad accettare tutto ciò che riguarda il mondo del digitale (argomento approfondito nell’articolo al seguente link https://www.placehub.it/eventi-e-news/ecco-digital-transformation-una-nuova-sfida-da-accettare/): in 4 parole si è incluso un periodo di formazione, coaching e applicazione di quanto appreso che può essere variabile, fino ad arrivare ad un percorso della durata di anni.

Ok, molti penseranno (le aziende in primis) che il business non aspetta, il tempo è denaro e chi ha tempo non aspetti tempo… Vero. Ma questo significa che si sarà sempre costretti a rincorrere realtà in continua crescita come USA, Cina e Giappone, dove la tecnologia si evolve di minuto in minuto.

Quale può essere la soluzione? Imparare e possibilmente divertirsi al tempo stesso.

Infatti per ovviare ad una formazione prettamente d’aula, costituita da prolisse lezioni frontali e per accontentare le esigenze legate al business aziendale, si è recentemente diffuso l’utilizzo della gamification affinché si avvii un percorso di apprendimento più leggero, interattivo e meno impegnativo. Per gamification si intende un insieme di pratiche dove, tramite l’utilizzo di dinamiche, di meccaniche e di strategie proprie del gioco, si cerca di attivare i partecipanti ad agire in un contesto reale e non reale al tempo stesso.

Ciò è reso possibile grazie all’opportunità di calarsi nell’esperienza ludica e di sperimentare.
Infatti, il giocatore/utente è sempre attivamente coinvolto nel processo, costituito da situazioni in cui si è protagonisti a livello individuale e di gruppo. Questa tipologia di esperienza di gioco, realizzata in base all’obbiettivo che si vuole perseguire, attiva realmente una serie di dinamiche di cui neanche gli stessi giocatori sono a conoscenza: stimola creatività ed emotività, capacità di adattamento, problem solving, capacità relazionali. Far corrispondere agli obiettivi reali dell’attività bonus e classifiche può rappresentare una forma di maggiore engagement per gli attori coinvolti, dove il “bambino interiore” di ognuno emerge, riuscendo nella maggior parte dei casi ad accantonare ed esorcizzare paure e timori.

Infatti, come riportato da un articolo pubblicato dal sito agendadigitale.eu, alcune delle realtà aziendali più importanti al mondo come Mcdonald’s e Samsung si sono affidati a percorsi di formazione strutturati mediante la gamification.

In particolare Samsung ha dato vita a Samsung Nation, un gioco che ha incentivato i dipendenti a cercare soluzioni per qualsiasi problema aziendale, settore per settore oppure per ottimizzare i processi di lavoro. Attraverso un divertente sistema di punti e progressione di livelli, Il gioco ha permesso l’approfondimento delle aree dell’esplorazione, del problem solving, della creatività e del pensiero laterale, ovvero analizzare il problema da diverse angolazioni, trovando soluzioni nuove e tutte valide al tempo stesso.

McDonald ha deciso di formare il personale sul nuovo sistema di cassa mediante l’utilizzo di un simulatore delle loro attività quotidiane, che ha permesso, in particolare ai nuovi assunti di allenarsi al fine di acquisire la pratica necessaria per evitare disservizi o rallentamenti durante il servizio reale. Analizzando le diverse fasi della raccolta ed evasione ordini, i dipendenti sono riusciti di formulare soluzioni per migliorare il tempo di evasione: tutto ciò ha impattato in termini di maggiore produttività per l’azienda ed un incremento del senso di appartenenza tra i dipendenti.

Dunque, perché non provare a rendere divertente qualcosa di apparentemente complesso come la necessità di adeguarsi al progresso tecnologico? Personalmente consiglio quest’esperienza a tutti: l’ho trovata sicuramente una forma di innovazione a servizio dell’innovazione stessa, dove, attraverso l’utilizzo di un modello di gioco analogo al celebre Monopoly, sono state create dinamiche di lavoro formali che sono diventate informali e viceversa, dove la competitività per raggiungere la vetta della classifica si è tradotta in crescita professionale e perché no, anche personale.

Sicuramente servono tempo, impegno e dedizione per cimentarsi nella redazione di un progetto strutturato che sia efficace nell’abbinare l’esigenza di crescita derivante dal processo di digital transformation ad un percorso formativo interattivo e divertente. Per la gamification del futuro è previsto un passaggio verso la realtà aumentata, dove senza dubbio l’esperienza di gioco che ne deriva migliorerà, coinvolgendo in modo unico e totale l’utente, riuscendo a ridurre sensibilmente tempi e modi d’apprendimento.

Magari poi ne riparleremo…

Per ora mi piace pensare che sia possibile anche in questo caso unire l’utile al dilettevole!

IT’S TIME TO PLAY THE GAME!


Luca Giannuzzi

Junior Recruiter

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