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La capacità di mettersi in gioco: tra tenacia ed autorealizzazione

La capacità di mettersi in gioco: tra tenacia ed autorealizzazione


La capacità di mettersi in gioco: tra tenacia ed autorealizzazione

L’Autorealizzazione è la tendenza a diventare tutto ciò che si è capaci di diventare
A. Maslow 

“Vorrei ma ….”, “Mi piacerebbe però….”, “Se….” Quante volte vi è capitato di dirlo o almeno pensarlo? Forse troppe volte prima di passare all’azione. Tanti desideri che esprimono voglia di fare, cambiare e agire ma che poi sostanzialmente rimangono nel cassetto. Per passare dall’astrazione del desiderio alla concretezza dei fatti, è necessario correre il rischio e mettersi in gioco.

Per spiegare cosa si intende per “mettersi in gioco” e quali skills richiede, pensate a Scrat di “L’Era Glaciale”. Se non lo conoscete, è uno scoiattolo che in questa serie animata ha una missione ben precisa: proteggere la sua ghianda a tutti i costi ed accumularne delle altre. Per farlo, un po’ goffamente ed impacciatamente, innesca una serie di vicende comiche ed impreviste nella narrazione. Nonostante le difficoltà segue il suo scopo con tenacia, determinazione e capacità di mettersi in gioco anche nelle situazioni più rischiose. Seppur piccolo e goffo ci prova, affronta gli ostacoli e cerca di proteggere la sua ghianda.

I cartoni animati nella loro semplicità sanno anche essere molto chiari e riescono a spiegare e mettere in scena concetti che potrebbero essere complessi se discussi in altre modalità.

Quali skills allenare per mettersi in gioco?

Mettersi in gioco non è poi così semplice come si può pensare perché implica:

  • Consapevolezza di ciò che si vuole ottenere;
  • La scoperta del proprio potenziale;
  • Una strategia per definire come raggiungere il proprio obiettivo;
  • Capacità di uscire dalla comfort zone;
  • Capacità di osare;
  • Capacità e accettazione del rischio e delle conseguenze;
  • Autoironia;
  • Tenacia e ambizione;
  • Apertura al cambiamento. 

Non è poco no? Nulla è impossibile, l’importante è volerlo e svolgere un buon lavoro con e per se stessi. L’impossibile diventa possibile quando il desiderio diventa più forte della paura del fallimento quando c’è un buon dialogo interiore e si è pronti e preparati a liberare il proprio potenziale con creatività. A questo proposito leggete l’articolo “Provarci sempre, arrendersi mai!

La Teoria della ghianda di J. Hillman 

Valorizzare ed esprimere il proprio potenziale è importante per la felicità e l’equilibrio dell’individuo. A confermarlo è lo psicoanalista e filosofo americano James Hillman con la Teoria della ghianda che richiama il mito di Er di Platone. Secondo questa teoria è importante riscoprire il proprio daimon ovvero il “demone” che accompagna ognuno di noi prima della nascita e di cui poi ci dimentichiamo.

La nostra vocazione di vita ed il carattere sono innati ed il nostro obiettivo è quello di dargli voce e realizzarli. Ciascuno ha quindi un’immagine particolare e specifica da esprimere, simbolo della nostra unicità e che è legata al destino, come lo è quello di una quercia nelle mani di una piccola ghianda. Il daimon ci ricorda proprio questo: che il contenuto della nostra immagine è portatore del nostro destino. Ognuno è un essere unico, questa unicità deve essere espressa per poter aspirare ad essere felici [1]. Il tutto sarà realizzabile a patto che riusciamo a combattere contro gli ostacoli mentali interni ed emotivi come ansia, paura ed insicurezza. Questa è l’essenza del sapersi mettersi in gioco.

L’avversario che si nasconde nella nostra mente è molto più forte di quello che troviamo dall’altra parte della rete
Timothy Gallwey – The Inner Game of Tennis 

Perché è così importante mettersi in gioco? Il coaching a supporto 

Viviamo in una società dinamica che è in continua evoluzione. Punti fermi e certezze vengono messi in discussione quasi quotidianamente ed è richiesto all’individuo, sia nel privato che nel sociale, la capacità di re – inventarsi e sperimentarsi in nuovi ruoli/ambiti.

Un esempio lampante è quello del mondo del lavoro. Non vi è mai capitato di dovervi mettere in gioco, cimentandovi in attività diverse che sono lontane da ciò che fate di consuetudine? Come avete reagito? Vi siete tirati indietro oppure avete superato la paura di sbagliare ed avete tentato? Forse non vi sarà venuto subito spontaneo approcciarvi alla nuova attività in maniera disinvolta ma probabilmente ci sarà voluto impegno e curiosità nell’imparare cose nuove.

L’abilità di mettersi in gioco può essere allenata tramite un percorso mirato di coaching. Il coaching è “un metodo di sviluppo di una persona, di un gruppo o di un’organizzazione, che si svolge all’interno di una relazione facilitante, basato sull’individuazione e l’utilizzo delle potenzialità per il raggiungimento di obiettivi di cambiamento/miglioramento autodeterminati e realizzati attraverso un piano d’azione”.[2] Un buon coachee riesce a creare una partnership efficace con la persona che segue, al fine di valorizzarne il potenziale, le risorse, le capacità e competenze [3]. Provare per credere! Per ulteriori approfondimenti su tematiche HR e servizi per il tuo business, non esitare a contattarci telefonicamente.


Michela Cremona

HR Consultant

[1] https://www.incoaching.it/the-inner-game-of-coaching/

[2] Pannitti, Rossi, L’essenza del coaching, Franco Angeli, 2012.

[3] https://www.incoaching.it/cose-il-coaching/

"È necessario correre il rischio e mettersi in gioco."

Infografica

La capacità di mettersi in gioco: tra tenacia ed autorealizzazione

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Sitografia

https://www.incoaching.it/cose-il-coaching/

https://www.incoaching.it/the-inner-game-of-coaching/

Bibliografia

Pannitti, Rossi, L’essenza del coaching, Franco Angeli, 2012.

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