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Sicurezza psicologica nel luogo di lavoro

Sicurezza psicologica nel luogo di lavoro


Sicurezza psicologica nel luogo di lavoro

«Una cosa gli uomini temono più di tutto: fare un passo nuovo, dire una parola propria».
Fëdor Dostoevskij

Impression management 

Alzino la mano tutti quelli che si svegliano la mattina per andare a lavoro pensando:
“ Oggi non vedo l’ora di arrivare in ufficio e mostrare a capi e colleghi (tutti) la mia negatività e il mio essere invadente e inopportuno! Spero davvero che tutti vedano la mia incompetenza e sono pronto a dimostrare la mia totale ignoranza su ogni aspetto che riguarda il mio lavoro!” 

Probabilmente la maggior parte di noi non hanno questi pensieri in termini di desiderio, ma al più sono timori e paure.

La nostra natura di esseri umani ci porta a desiderare di essere visti, riconosciuti e di creare relazioni positive e proficue; questo vale anche nell’ambiente lavorativo, quindi a meno che il fine non sia un auto-sabotaggio l’obiettivo di ognuno di noi è dare una “buona impressione” di noi stessi.

Per farlo, attuiamo diverse strategie, una di queste è l’impression management un processo attraverso il quale gli individui tentano di controllare l’impressione di sé che danno all’altro.

Questa strategia ha un campo d’applicazione molto vasto, e se ci pensiamo bene a tutti sarà capitato di pensare e attuare comportamenti per dare una “certa” impressione di noi stessi.

L’ambito lavorativo è terreno fertile per attuare strategie volte a dimostrare competenza, sicurezza di sé, controllo della situazione… D’altronde chi vuole apparire ignorante e incompetente? 

MA COME FARE PER EVITARLO?

Vi voglio proporre delle tips, suggerite da Amy Edmondson, che a mio parere sono molto efficaci e di facile applicazione:

  1. Se non vuoi apparire ignorante, non fare domande.
  2. Se non vuoi apparire incompetente, non ammettere gli errori.
  3. Se non vuoi apparire inopportuno, non proporre nuove idee.
  4. Se non vuoi apparire negativo, non avanzare critiche.

Facile, no? E vi dirò di più, questa strategia non solo è semplice ma funziona. 

Rimanere in un angolo, essere sempre accondiscendenti mantenendo un basso profilo, ha una funzione protettiva da eventuali contestazioni, critiche e in alcuni casi, vere e proprie umiliazioni.

Ma è vero anche che chi non risica non rosica e rimanere nella confort zone può diventare una gabbia dorata in cui rimaniamo intrappolati nel timore di farci avanti e affermarci come persone e professionisti.

Le tips di Amy Edmondson sono chiaramente una provocazione, ad incipit di uno TEdx molto interessante sul concetto di psychological safety di cui vi lascio il link.

Psychological safety 

Quando pensiamo alla sicurezza sul luogo di lavoro è probabile che nella nostra mente emergano tutti quegli aspetti legati alla sicurezza fisica. Le norme a riguardo sono tante, ed è giusto che sia così, ma c’è una sicurezza altra, altrettanto importante, che dovrebbe essere promossa e incentivata: parliamo di sicurezza psicologica.

Che cosa significa?

In inglese psychological safety si riferisce a quanto una persona percepisce come pericoloso o vantaggioso l’assumersi rischi interpersonali nel posto di lavoro: se una risorsa, un membro del team, ritiene che le proprie idee potranno essere accolte con diffidenza o, peggio, banalizzate o addirittura non considerate.

Un ambiente psicologicamente sicuro è un luogo in cui la persona può assumersi le proprie responsabilità, sentendosi libero di esprimere il proprio parere (ovviamente nel rispetto dei limiti e delle norme aziendali), facendo domande, avanzando idee o evidenziando criticità, senza il timore che vengano fraintesi, censurati o restino inascoltati.

Una recente indagine Gallup ha evidenziato che su 10 dipendenti solo tre sono convinti che le loro opinioni contino nel lavoro e questo dato è poco rassicurante se pensiamo che il lavoro è un’attività per la quale spendiamo molte ore nel corso della vita.

Perché la sicurezza psicologica è importante? Per citare la Edmondson, ogni volta che ci tratteniamo nel fare domande, stiamo sottraendo a noi stessi e ai nostri colleghi opportunità di apprendimento, non lasciamo fluire nuove idee e dunque blocchiamo l’innovazione e crescita. 

Una ricerca di Google ha evidenziato che il fattore che maggiormente influenza la differenza tra team che lavorano bene da quelli non altrettanto produttivi, è la sicurezza psicologica.

Dove c’è sicurezza psicologica si lavora meglio, si instaurano rapporti professionali fecondi e un environment più sano.

La responsabilità di creare un luogo di lavoro psicologicamente sicuro è di chi l’organizzazione la guida, ma se è vero che i leader e i manager hanno il dovere di impegnarsi a costruire un ambiente sicuro (è un processo a volte complesso, come società di consulenza lo vediamo nei progetti di change management ma sappiamo anche che può davvero fare la differenza) è anche vero che ogni individuo ha la responsabilità di lavorare su di sé per fare la propria parte nel creare un contesto lavorativo psicologicamente più sicuro. 

Possiamo sottolineare tre elementi che ognuno può fare per favorire un contesto psicologicamente sicuro:

  1. Guardare al lavoro come luogo pieno di occasioni di apprendimento
  2. Non temere di fare domande
  3. Riconoscere la propria fallibilità e non temere gli errori

A volte ci scontriamo con le nostre paure, insicurezza, e pensiamo che l’unico modo per non affogare sia non prendere il largo. Ma questa è una bugia. Con i giusti strumenti è possibile nuotare verso il largo, senza sentirsi persi e realizzare gli obiettivi che ci prefissiamo.


Chiara Di Marco

HR Consultant

"Ogni volta che ci tratteniamo nel fare domande blocchiamo l’innovazione e la crescita"

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Bibliografia e Sitografia

Fontana, F. (2017). Quando il lavoro fa male. Dal disagio lavorativo alla riqualificazione
professionale, Tabula Fati, Chieti.

https://forema.it/perche-la-sicurezza-psicologica-e-un-prerequisito-agile/

https://capoversonewleader.wordpress.com/2020/10/05/sicurezza-psicologica-sul-lavoro/
#more-3697

https://www.youtube.com/watch?v=LhoLuui9gX8&t=157s

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