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L’intelligenza emotiva ai tempi dello smart/remote working

L’intelligenza emotiva ai tempi dello smart/remote working


L’intelligenza emotiva ai tempi dello smart/remote working

Lo sviluppo di una buona intelligenza emotiva è di fondamentale importanza nella gestione dei rapporti all’interno di un contesto lavorativo, ma in che modo questa pandemia, e le misure di smart/remote working ne stanno influenzando lo sviluppo?
Il momento storico che stiamo vivendo ha imposto nuove forme e modalità di relazione all’interno del contesto lavorativo, spesso mediate da dispositivi tecnologici (chat aziendali, meeting online) ed è venuta sempre meno l’esperienza della relazione face to face, anch’essa mediata, quando presente, dall’uso della mascherina e dal distanziamento interpersonale.

Emozioni, mascherina e distanziamento sociale

Alcuni studi hanno evidenziato che l’uso della mascherina ha reso l’interazione con l’altro molto più complessa e si valuta che le informazioni emotive legate al messaggio che stiamo inviando vengano meno del 30%.
Lavorare da casa può aumentare il senso di isolamento e l’individualismo del lavoratore, e il rischio di confini sfumati tra vita privata e vita lavorativa è sempre più alto.
La parola stessa “smart working” ha destato non poca confusione, e non sempre c’è chiarezza quale assetto si presente nella propria azienda. Siamo smart o in remote? Gli elementi sono tanti. Recentemente l’Università Europea di Roma ha organizzato un webinar su questo tema; è un argomento nuovo e probabilmente è ancora presto per tirare le somme, ma ci sono stati degli spunti interessanti da tenere presenti.
La pandemia ha accelerato dei processi che già erano in atto e ci ha colti (a volte) impreparati nell’attuazione di strategie di gestione dei team da remoto.

Siamo stati costretti ad attrezzarci come potevamo, ma poiché il mondo del lavoro sta andando verso un cambiamento permanente, è importante munirci degli strumenti utili affinché il lavoro da casa possa essere un valore aggiunto e facilitatore di un maggiore benessere, piuttosto che fonte di stress e malessere. In questo senso, l’intelligenza emotiva è un aspetto di fondamentale importanza e bisogna stare attenti che non venga persa di vista.

L’ IE influenza i contesti…e il fatturato

Sappiamo che L’IE influenza il contesto e il fatturato. Individui intelligenti possono creare contesti lavorativi intelligenti ma viceversa i contesti tossici e non intelligenti rischiano di atrofizzarne lo sviluppo. E se già in presenza non è sempre semplice sviluppare e potenziare l’intelligenza emotiva, ancor più è una sfida fare in modo che sia elemento fondante anche a distanza. La sfida è riuscire a trasmettere una cultura emotiva con la consapevolezza che è un punto chiave sia per la crescita del fatturato, ma anche per la promozione del benessere.

La responsabilità dei leader

Dipendenti e organizzazioni emotivamente intelligenti performano meglio e poiché il lavoro da remoto, lo smart-working e il lavoro agile continueranno avere un grande impatto nella nostra vita quotidiana, aumentare l’autoconsapevolezza sulle emozioni è di certo una decisione strategica che consentirà alle aziende di trovare le soluzioni migliori e più calzanti per la creazione e la gestione di team “virtuali” efficaci. A tal proposito vi rimando all’ebook di Sefora Rosa sulla gestione di un team da remoto.
In questo quadro, i leader, manager o chiunque abbia la responsabilità di gestire e guidare un team di persone, non può esimersi dallo sviluppo di competenze emotivamente intelligenti; qui Goleman ci viene in aiuto, definendo le competenze di un leader emotivamente intelligente quali:

  • Autoconsapevolezza: capacità di riconoscere un’emozione nel momento in cui si presenta, comprendere a fondo le proprie emozioni, le proprie aree di forza e di miglioramento, conoscere i valori, i bisogni e i desideri che muovono la nostra condotta.
    La consapevolezza è alla base di tutto, e può essere allenata ad esempio con la Mindfulness (vi invito a seguire la nostra rubrica Mindfu@work che tratta proprio di questo).
  • Gestione di sé o capacità di autoregolazione: capacità di gestire adeguatamente i propri stati emotivi, senza esserne travolti, indirizzandoli in maniera efficace verso il raggiungimento dei propri obiettivi;
  • Motivazione: forma di gestione del sé che consente di mobilitare le nostre emozioni positive verso un obiettivo, capacità di liberare la passione verso la propria attività professionale e verso la riuscita;
  • Empatia: capacità di riconoscere e comprendere i sentimenti, emozioni e bisogni altrui;
  • Gestione delle relazioni: abilità nella gestione delle relazioni, talento sociale, massima espressione delle altre dimensioni dell’intelligenza emotiva.

Lo sviluppo di queste competenze è una responsabilità che ogni persona che guida un team dovrebbe assumersi; soprattutto in un momento così delicato e di grande incertezza, è bene che le organizzazioni si armino di tutti gli strumenti per creare un sistema lavoro che sia il più possibile sicuro e affinché i dipendenti possano svolgere la propria attività nel miglior modo possibile.


Chiara Di Marco

HR Consultant

"Lo smart-working e il lavoro agile continueranno avere un grande impatto nella nostra vita quotidiana."

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