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La sicurezza nel business: il ruolo dell’azienda e dell’ambiente di lavoro

La sicurezza nel business: il ruolo dell’azienda e dell’ambiente di lavoro


La sicurezza nel business: il ruolo dell’azienda e dell’ambiente di lavoro

La sicurezza dei lavoratori dipende moltissimo dal contesto aziendale, il quale ne influenza successi e fallimenti.

Introduzione

Nel mese in cui noi di Place&People Hub vogliamo approfondire l’importanza della sicurezza psicofisica dei lavoratori, abbiamo deciso di focalizzare la nostra attenzione sul valore dell’ambiente di lavoro.

In effetti, abbiamo notato che la resa di un lavoratore inserito in un contesto aziendale (indipendentemente che sia più o meno strutturato) è direttamente legata allo stato di benessere e sicurezza che il dipendente vive e percepisce, in modo che egli possa esprimersi sempre al meglio delle proprie capacità.

Questo dipende dall’ambiente di lavoro in cui opera il lavoratore, per cui intendiamo tutto il contesto organizzativo, ovvero l’azienda (datore di lavoro) nella sua totalità, fatta di spazi, persone, regole e procedure.

Ma è sempre vero che un professionista riesce a rendere al 100% in ogni contesto aziendale?

Con tutta probabilità la risposta è no, in quanto già durante i processi di selezione potrebbe emergere l’incompatibilità tra datore di lavoro e candidato, seppur pienamente rispondente al profilo ricercato.

Dunque, questo è un elemento che avvalora la tesi per cui la sicurezza c’è quando l’azienda assume il candidato giusto e viceversa.

La compatibilità sin dal processo di selezione

Partiamo dall’inizio, perciò, affinché l’azienda possa assumere il candidato giusto per sé, è necessario avviare un processo di selezione mirato, per individuare il profilo più centrato rispetto a quanto desiderato, sia in termini di soft che di hard skills di cui abbiamo già parlato in passato in quest’articolo (La misura della forza di volontà!).

Va da sé che una selezione efficace non inizia e si conclude in poco tempo, a maggior ragione se pianificata su diverse fasi. E non è neanche detto che il mercato dei candidati offra in quel momento storico quanto desiderato.

Tuttavia, durante gli step selettivi è bene, come spesso consigliamo nei nostri coaching e consulenze di direzione, cercare di capire il più possibile se il feeling scattato nei confronti del candidato scelto sia reale, valutando di quest’ultimo sia le competenze tecniche che quelle comportamentali attraverso assessment o test di vario genere.

Questo è importante in quanto attitudini e carattere ricopriranno un ruolo fondamentale per la resa della risorsa individuata, in quanto saranno gli elementi che andranno a determinare la sua compatibilità con l’ambiente di lavoro, e dunque con l’azienda stessa.

Il ruolo dell’azienda

Dall’altro lato c’è l’azienda, la quale ha il compito di fornire al proprio dipendente tutto, ma proprio tutto, quello di cui ha bisogno per lavorare, a partire dalla strumentazione necessaria (pc, scrivania, auto, cellulare ecc..), fino ad arrivare ad una formazione adeguata e/o continua, uno stipendio proporzionato, una pausa pranzo regolare, e se possibile, anche dei benefits attraverso azioni di welfare (leggi anche “Imprenditori e welfare aziendale: un binomio spesso vincente“).

Sicuramente sarebbe ideale anche predisporre un piano di on-boarding per accogliere le risorse appena inserite, che aiuterà i nuovi arrivati a conoscere il contesto in cui trascorreranno la maggior parte delle loro giornate, iniziando dai colleghi e futuri responsabili, fino ad arrivare agli spazi propri della sede di lavoro, ovvero stanze, bagni, sala relax ecc.  Anche un kit con dei gadget aiuterà il lavoratore a sentirsi davvero il “benvenuto”.

In questo modo la nuova risorsa potrà avere un approccio sereno nei confronti di una realtà che non conosce, prendendo confidenza con luoghi e persone con i quali verrà a contatto per i mesi a seguire.

Senza dubbio questa è una forma di sicurezza di cui ognuno ha bisogno, a maggior ragione se si tratta di un contesto lavorativo, indipendentemente che si tratti di uno stagista o di un top manager. La fase dell’induction è cruciale affinché il lavoratore assunto sviluppi fiducia e serenità nei confronti dell’azienda.

Prendersi cura dei dipendenti

Quest’atteggiamento, che ogni azienda dovrebbe attuare nei confronti dei “nuovi”, dev’essere necessariamente applicato anche per le risorse più senior, e anzi l’azienda dovrebbe averne ancor più considerazione, avviando una serie di azioni che mirino al benessere dei propri dipendenti.

Infatti, in un articolo pubblicato da Etjca, una delle agenzie per il lavoro più conosciute a livello nazionale, è stato sottolineato come Il fattore ambiente di lavoro sia spesso erroneamente sottovalutato.

Come riportato nell’articolo, i successi economici sono spesso figli dell’organizzazione dell’ambiente di lavoro, dove la disposizione degli spazi può esser considerato fattore di benessere e stimolo per i lavoratori: secondo alcuni studi, un arredamento consono, confortevole, funzionale e perché no, personalizzabile, può aiutare i lavoratori a dare sempre il massimo.

Ad esempio, molte aziende optano per l’openspace, sistemando in un grande spazio unico tutti i dipendenti, senza muri o vetrate che creino barriere tra loro, in modo da farli sentire tutti parte di una stessa entità.

È stato anche testato che la scelta di certi colori per pareti ecc., può stimolare creatività, concentrazione, relax, calma e non solo; in aggiunta luce e temperatura possono incidere sulla resa a lavoro, al pari della presenza di piante sulle scrivanie (magari grasse), tant’è che nel 2014 uno studio ha confermato che ciò può aumentare la produttività di circa il 15%.

Dunque, ciò che crea benessere incide sulla sicurezza psicologica di ogni singolo professionista, accrescendo la fiducia di quest’ultimo nei confronti dell’azienda di appartenenza, sulla quale il dipendente potrà contare per raggiungere uno status di comfort all’interno dell’ambiente di lavoro.

Il ruolo della fiducia

La fiducia è un elemento imprescindibile all’interno dei contesti lavorativi: il lavoratore deve esser messo in condizione di sviluppare engagement nei confronti dell’azienda da cui viene assunto, e allo stesso modo l’azienda deve riporre fiducia nell’operato del lavoratore.

L’azienda infatti, nelle vesti dei manager, capi reparto ecc., ha il compito sia di vigilare sull’operato dei propri collaboratori, coordinandone e supervisionandone le attività e i prodotti finiti, sia di creare un rapporto di fiducia e trasparenza tra le parti.

Altresì, non solo elementi quali un buon contratto di lavoro o l’essere assunti in organizzazioni strutturate possono determinare sicurezza, ma anche tranquillità e soprattutto fiducia: operare sentendosi gratificati e valorizzati è uno degli strumenti fondamentali per lavorare bene e raggiungere importanti traguardi.

La compatibilità

Per questo parliamo di “azienda giusta per il candidato giusto”, perché ognuno dei due deve essere necessario e adatto all’altro, rispondendone in quanto ad aspettative e necessità: se mancano uno o più di questi elementi, viene meno la corrispondenza e dunque anche la sensazione di sicurezza che si crea attraverso l’ambiente di lavoro.

Nelle consulenze da noi effettuate è emerso come diversi candidati non si spiegassero l’esclusione da molti processi di selezione, nonostante i profili professionali corrispondessero a quanto richiesto da annuncio; allo stesso modo altri raccontavano di aver abbandonato il posto di lavoro a poche settimane dall’assunzione a causa di “motivi ambientali”.

La nostra spiegazione è stata: evidentemente non era l’azienda giusta o viceversa.

Per concludere

Spesso il problema non è tanto superare la selezione per un posto di lavoro, ma piuttosto trovare il lavoro giusto nell’azienda giusta, così come per il datore di lavoro non è facile far centro al 100% ogniqualvolta assume un dipendente.

Perciò, chi cerca il lavoro da sempre desiderato non si deve arrendere, perché prima o poi arriverà l’azienda che riconoscerà il valore aggiunto della risorsa e che saprà valorizzarla, e allo stesso modo suggeriamo alle aziende, dove possibile, di prendersi cura quotidianamente delle persone che la compongono, in quanto esse sono il vero motore e i protagonisti dei successi raggiunti.


Luca Giannuzzi

Jr HR Consultant

"Ciò che crea benessere incide sulla sicurezza psicologica di ogni singolo professionista"

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