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La resilienza, una risorsa indispensabile per le aziende

La resilienza, una risorsa indispensabile per le aziende


La resilienza, una risorsa indispensabile per le aziende

Resilienza è una parola che sempre di più viene utilizzata nel linguaggio psicologico ma che richiama un concetto di fisica con il quale si fa riferimento alla capacità di un materiale di resistere a forze impulsive (ovvero, la capacità di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi).

In psicologia il termine viene usato per descrivere appunto quella «particolare» capacità di resistere e di rielaborare le situazioni stressanti in modo flessibile e produttivo.

In pratica possiamo dire che più un individuo è resiliente, maggiormente ha la capacità di adattarsi ai cambiamenti e alle avversità, avendo buona capacità di resistere ma allo stesso tempo trovando soluzioni adeguate ai problemi che gli si pongono davanti.

Questa capacità che sicuramente è individuale e ci aiuta nella vita di tutti i giorni, rappresenta sicuramente una risorsa molto importante in ambito lavorativo, dove spesso le difficoltà e lo stress correlato al lavoro possono essere molto pressanti. Del resto il lavoro oltre ad essere parte integrante degli interessi esistenziali di un individuo è anche l’attività per la quale si spendono molte ore nel corso della vita.

L’esposizione reiterata ad una fonte di stress può portare ad un quadro complesso di disagio percepito e vissuto dal lavoratore, che oltre a ledere la sua dignità personale e professionale, con il tempo può portare a vere e proprie patologie psichiche e/o somatiche. Queste problematiche inevitabilmente, vanno a condizionare negativamente il comportamento interpersonale sia all’interno dell’organizzazione che al di fuori di essa.

Possiamo quindi affermare che lo stress si genera dallo squilibrio tra le richieste ambientali e le capacità di adattamento dell’individuo, vale a dire le sue risorse. Quando queste risposte adattive all’ambiente non sono più soddisfacenti e non permettono quindi di fare fronte in modo adeguato alle difficoltà quotidiane, allora lo stress diventa disfunzionale (distress).

Del resto, proprio lo scorso anno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto e classificato il burnout, come sindrome legata allo stress da lavoro e l’ha inserita nella lista delle patologie (International Classification of Desease) legate a chi opera in contesti professionali molto complicati e di difficile gestione.

I lavoratori di fatto rappresentano l’anello finale di un ipotetico sistema a scatole cinesi in cui il malessere che essi manifestano è frutto di un malsano funzionamento degli altri due anelli, le organizzazioni e il contesto normativo – sociale – economico. Infatti, come le organizzazioni risentono dei cambiamenti del contesto sociale quali, il cambio della normativa del lavoro, la crisi economica, la digitalizzazione ecc. anche i lavoratori risentono delle conseguenze che a cascata si riflettono sulle organizzazioni. Gli effetti dello stress in azienda possono essere molto pericolosi e alla lunga portare a problematiche quali:

  • Poca efficienza del lavoratore e calo della produttività
  • Rischio maggiore di infortuni e assenteismo
  • Creazione di malumore tra i lavoratori

La capacità quindi da parte di un’azienda o di qualsiasi organizzazione, di riconoscere e prevenire una qualsiasi forma di disagio in ambito lavorativo è la prerogativa fondamentale per la salvaguardia del benessere psico-fisiologico di ogni individuo.

In questo contesto la resilienza è una risorsa fondamentale che può essere utilizzata, dal lavoratore per contrastare quelli che sono gli effetti dello stress lavoro correlato, ma dalle stesse organizzazioni per mantenere sempre alti standard e “buona salute”.

Resilienza in questo senso significa quindi, avere la capacità di porsi in maniera flessibile e costruttiva, sia nell’affrontare i cambiamenti esterni dovuti ai fattori socio economici a cui facevamo riferimento prima, sia rispetto alla continua mutevolezza del mercato. Questo è possibile farlo, assumendo una politica aziendale atta a monitorare e valutare ogni singola azione da intraprendere, attraverso una leadership assertiva e condivisa e una buona consapevolezza di sé. Le parole chiave alla base della resilienza sono quindi, sviluppo, innovazione ma anche capacità di creare nuove opportunità in base ai cambiamenti improvvisi. D’altronde, mai come in questo periodo in cui siamo stati travolti da un evento inaspettato e devastante come la pandemia, la capacità di resilienza diventa un elemento fondamentale per riuscire, in un primo momento a reggere il colpo e successivamente a ripartire in maniera funzionale e innovativa in un mercato totalmente stravolto.


Federico Fontana

Federico Fontana, Psicologo e consulente organizzativo, si occupa di formazione, sostegno psicologico, orientamento specialistico e risorse umane. Da più di 15 anni è esperto in problematiche e disagio in ambito lavorativo quali: mobbing, straining, burnout e stress da lavoro correlato. Dal 2010 al 2015 è stato perito tecnico di parte e psicologo responsabile e del servizio sul disagio psicosociale presso la CGIL Roma nord/Civitavecchia/Viterbo. Utilizza tecniche di rilassamento psicosomatico e gestione dello stress. È autore delle seguenti pubblicazioni: – “Buon lavoro collega. Il mobbing come violenza pianificata” – Agenzia Il Segnalibro 2008. – “Catastroficamente. Psicologia nell’emergenza” – Agenzia Il Segnalibro 2009. – “Quando il lavoro fa male dal disagio lavorativo alla riqualificazione professionale – Edizioni Tabula Fati 2017. – “La Ragazza del treno” – Edizioni Tabula Fati 2012 (romanzo) presentato al salone del libro di Torino maggio 2012.


Federico Fontana

Senior HR Consultant

"Resilienza significa anche la capacità di porsi in maniera costruttiva."

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