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La musica come strumento di inclusione a lavoro

La musica come strumento di inclusione a lavoro


La musica come strumento di inclusione a lavoro

La musica è terapeutica. È una comunicazione molto più potente, immediata ed efficace delle parole

Lord Yehudi Menuhin

“Ogni giorno un HR si alza e sa che deve fare del suo meglio per promuovere la cultura dell’inclusione a lavoro!”. Nulla di più vero. Gli “addetti ai lavori” sanno bene a cosa mi riferisco, per tutti gli altri… beh lo scoprirete tramite le righe di questo articolo!

Uno dei pilastri fondamentali per poter parlare di benessere e lavoro è proprio la capacità dell’organizzazione lavorativa di promuovere la cultura dell’inclusione. Facciamo bene attenzione, il concetto di cultura dell’inclusione non è “targettizzabile”. In che senso? Di un ambiente di lavoro inclusivo non beneficiano soltanto le categorie più fragili come i disabili per esempio ma una popolazione ben più ampia. Ampia tanto quanto l’organizzazione azienda stessa. Tutti ma proprio tutti i dipendenti sono coinvolti. Coloro che hanno una religione diversa, chi proviene da altri Paesi ma anche più semplicemente coloro che sono portatori di “idee altre” riescono a trovare posto in un ambiente positivo come quello inclusivo che valorizza la diversità. Ciascuno è libero di poter dire la sua, esprimere il proprio punto di vista seppur diverso ed è per questo che imprese inclusive presentano livelli adeguati di psychological safety (approfondimento nell’articolo “I mille volti del concetto di sicurezza” presente nel Blog HR).

Tutti possono fare la loro parte per costruire un luogo di questo tipo ma diciamo che le Human Resources sono portatrici di conoscenze e competenze, grazie al loro background formativo e professionale, che possono essere di esempio in tal senso. Possono fungere da guida positiva per l’intera organizzazione ma come? Tramite quali strumenti? Voglio parlarvi di uno che in particolar modo ha un valore speciale in Place & People Hub: la musica.

Musica e Pedagogia: dal Mondo scuola al Mondo impresa

La letteratura sull’inclusione, ricca di spunti di riflessione validi attribuibili agli studi di pedagogia interculturale e di pedagogia musicale, mette in rilievo l’esperienza musicale vissuta dagli alunni a scuola come best practice per l’inclusione ed il rispetto della diversità. L’organizzazione scuola ovviamente ha dei tratti distintivi che la differenziano dall’organizzazione impresa ma alcuni concetti, come quello dell’inclusione, sono trasversali come lo sono alcune buone pratiche.

Ritengo che promuovere l’inclusività ed il rispetto della diversità tramite la musica, sia una pratica ampiamente diffusa nel mondo scuola ed è possibile divulgarla maggiormente anche nel mondo impresa. I benefici sono numerosi ed ora vi spiego il perché.

Secondo la ricerca VALMUSS 2 (Valutazione dei Laboratori Musicali nel Sistema Scolastico) realizzata dall’Invalsi, vivere e fare esperienza di un’attività musicale di qualità:

  • Riesce a coinvolgere coloro che sono portatori di culture, abilità ed età diverse grazie alla possibilità di incontro e di interazione;
  • Crea l’opportunità per mettere in gioco le emozioni dei partecipanti stessi;
  • Tramite la performance l’individuo ha l’occasione di verificare la propria identità individuale e collettiva creando anche un legame con la comunità sociale di riferimento;
  • È un’occasione per vivere da dentro, attraverso l’esecuzione musicale, una cultura lontana dalla propria.
  • Favorisce il benessere di tutti gli attori coinvolti.

Perché la musica può essere uno strumento di inclusione anche a lavoro?

Come sottolineato dalla dott.ssa in musicoterapia Amalia Lavinia Rizzo, nell’articolo Musica per l’inclusione scolastica, la didattica musicale di qualità ha un orientamento inclusivo e riesce a stimolare negli alunni:

  • intelligenza razionale;
  • desiderio;
  • curiosità;
  • passione;
  • senso di appartenenza;
  • solidarietà verso gli altri 1.

Non sono questi stimoli auspicabili anche in un contesto lavorativo? Decisamente si! Come l’insegnante di sostegno per esempio ha le competenze richieste per far si che nessuno venga escluso, lo stesso lo si può dire degli HR che operano all’interno del contesto azienda, diventando guide e promotori della cultura dell’inclusione.

La musica, oltre a favorire la creatività e a stimolare un atteggiamento positivo in chi ha modo di ascoltarla 2, diventa veicolo e strumento attraverso il quale si riesce a costituire un’identità collettiva anche in contesti tradizionalmente business. Un team coeso è più efficiente, team efficienti portano ad imprese di successo!

Musica, inclusione e comunità di lavoro 

Ad inizio articolo vi accennavo al valore speciale che in Place & People Hub ha la musica.

La nostra società di consulenza è composta da professionisti profondamente diversi l’uno dall’altro ed in questo ne riconosciamo il nostro punto di forza. Ora ciò che ci ha accomunato e ha rafforzato la nostra identità a livello di comunità di lavoro è stata propria la scelta di un brano musicale che ci ha unito tanto da rappresentare il nostro tratto distintivo. Un trait d’union nella nostra diversità (“La scelta di essere diversi è il nostro potere”).

Quale abbiamo scelto? I want to break free dei Queen! Devo dire che non è stato facilissimo scegliere, i nostri gusti musicali spaziano dal rock, al pop, indie pop alla salsa ma i Queen hanno saputo essere il nostro collante! Questo esempio per dirvi che è possibile vivere la musica anche all’interno dell’impresa classicamente intesa. I benefici sono indubbi come dimostrato dalla pedagogia musicale e dalla musicoterapia e allora perché non pensare out of the box?

Oggi più che mai è importante valorizzare la diversità anche attraverso strumenti che a primo impatto possono sembrare inconsueti per il contesto. Sarà indispensabile essere capaci di utilizzarli in modo tale da farne un punto di forza per il successo, la felicità ed il benessere di tutti.

Non sai come fare? Chiedi a noi di Place & People! Puoi consultare la pagina dedicata ai servizi che eroghiamo.


Michela Cremona

HR Consultant

"La musica è molto più immediata ed efficace delle parole"

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